Ciao a tutti,
Smaltito lo rosicamento per l’avversa stagione calcistica, si sono affievolite anche le mie velleità ribelli e sono sempre qui, a star dietro al progetto, anche se, avendo avuto modo di conoscere un po’ più da vicino le autorità politiche locali, continuo a pensare che la lotta armata sarebbe l’unica soluzione: si sarà anche rivelato erroneo pensare che lo stato borghese si abbatte e non si cambia, ma questa specie di feudalesimo in cui mi trovo non meriterebbe altra fine! Comunque, racconterò con ordine.
Tornati da N’djamena dopo lungo e periglioso viaggio, ci siamo subito messi al lavoro per organizzare la presentazione della nostra ricerca sullo stato delle scuole e sugli obiettivi del nostro progetto e, allo stesso tempo, per aiutare le autorità scolastiche locali nell’organizzare gli esami e cominciare un po’ di sensibilizzazione a livello dei campi. Abbiamo colto l’occasione del pagamento dei salari di maggio per fare due chiacchiere coi maestri dei campi e accertarci che avessero ben chiaro in mente quanto accadrà prossimamente. Come al solito, reazioni molto contrastanti: da chi in ottimo francese ha spiegato meglio di quanto potessi fare io il progetto, a chi, probabilmente già ebbro, ha biascicato qualche indecifrabile e insensata lamentela sul fatto che per pagare le animatrici di Acra (le ragazze che si occupano della sensibilizzazione nelle varie scuole, non quelle del villaggio Valtour) verrà tolto loro il salario. Ci sarà molto da lavorare, mi sa…
I risultati della ricerca che le animatrici hanno fatto confermano tendenzialmente quanto avevamo già intuito con le prime visite: ci sono enormi problemi di strutture (le scuole in paglia, ad esempio, devono essere rifatte tutti gli anni), di qualità e quantità degli insegnanti, di partecipazione del villaggio alle problematiche della scuola, eccetera, eccetera. Nei campi va un pochino meglio, perché gli edifici sono solidi ed è tutto gratuito, ma, dal punto di vista della mentalità, è sempre una desolazione: ad esempio, tre volte a settimana viene offerto un servizio di mensa ed il tasso di frequentazione, non solo dei ragazzi, ma anche dei maestri, risente sensibilmente di questo. Ovviamente é il pasto gratuito, piuttosto che non la fame di sapere, a spingerli a frequentare. Purtroppo questo servizio mensa è frutto dell’estemporanea generosità dell’ambasciata francese, che probabilmente aveva soldi da buttar via ed ha deciso di offrire riso caldo per un anno. L’anno prima non c’era, l’anno prossimo non ci sarà e con le risorse di cui dispongono le scuole senza UNHCR sarebbe utopico pensare di farla, purtroppo; in compenso, i genitori si lagneranno che senza mensa i bambini non possono andare a scuola (cosi, anziché studiare a digiuno, zapperanno a digiuno..) e renderanno ancora più complicato il nostro già non semplice compito.. Insomma, in questo mix di assistenzialismo un po’ approssimativo legato ai rifugiati e la radicata convinzione che la scuola non serva a nulla sarà dura portare a casa qualche risultato.
Nell’attesa della presentazione in pompa magna del nostro progetto, mi sono gustato un po’ di incontri sulle iniziative dei numerosi altri partner UNHCR impegnati nella zona. Grazie alla presenza dei rifugiati, in questa regione ci sono quasi più operatori umanitari che beneficiari degli aiuti, anche se la triste vicenda della mensa dimostra come questo non sia per forza un bene, anzi.. Comunque, tutti questi incontri si aprono, immancabilmente, con il saluto di sua Maestà il Prefetto, che, immancabilmente, si presenta con tutta la sua corte almeno un paio d’ore in ritardo, legge un discorso di luoghi comuni sull’importanza di questa o quella minchiata, e se ne va con tutto il suo seguito di vice, segretari e tirapiedi vari, a bordo di qualche macchinone. Probabilmente la qualità di funzionari e dirigenti pubblici è uno degli indici più evidenti della qualità di una democrazia: questa specie di borioso satrapo, infatti, non potrebbe incarnare meglio l’arroganza e l’iniquità del potere politico locale e il fatto che anche alla presentazione del nostro progetto dovremo invitarlo, aspettarlo e ascoltarlo mi fa già venire il mal di pancia. E purtroppo è inevitabile, in un progetto di questo tipo, avere a che fare con questi orridi potentati locali: il proprietario della nostra villa, ad esempio, è un pezzo grosso della Cotonciad, la principale industria nazionale, amico intimo del prefetto e cugino della viceprefetta, un altro sbruffone che si compiace palesemente di avere le mani in pasta dappertutto e a cui, purtroppo, bisogna portare rispetto e deferenza se non si vogliono avere grane.
Fortunatamente, al di la di questi incontri ufficiali in cui, inevitabilmente, si ha a che fare con gente deprecabile, nella mia giornata media mi trovo a relazionarmi con personaggi ben più pittoreschi: dai muratori che si occupano di sistemarci la casa e penso di non averli mai incrociati sobri, ai guardiani della villa, di una gentilezza squisita, oltre alla nostra équipe di autisti, animatori e animatrici, che sono meglio del miglior Fantozzi, per quante ne combinano. Diciamo che una buona dose di umorismo è necessaria per lavorare qui a lungo senza strangolare l’autista che sparisce un giorno intero perché aveva un matrimonio, il suo collega che rimane a secco in mezzo alla foresta dopo aver sbagliato strada, le animatrici che si presentano due ore in ritardo perché dovevano fare la toilette o il loro responsabile che telefona mille volte al giorno per le richieste più ridicole, battuto solo da uno dei direttori delle scuole dei rifugiati, che mi chiama più spesso di quanto faccia con la fidanzata (e sempre per minchiate, ovviamente..). Per non parlare dell’hangar per le macchine, costruito a ridosso dell’unico albero del giardino, o della bella idea dell’imbianchino di aspettare che ci sedessimo tutti a tavola per mettersi a imbiancare la sala da pranzo, dopo essersi fatto comprare la benzina come diluente… Fortunatamente tendo più a ridere che a incazzarmi per queste cose e fortunatamente il capo progetto non è come me e si incazza, sennò chissà quante altre ne combinerebbero!
Mercoledì sarà il grande giorno della presentazione della ricerca e del progetto, anche se nasce sotto i peggiori auspici, nel senso che i dati delle varie scuole sono grossolanamente contraddittori tra loro (nemmeno i direttori delle scuole sanno quanti studenti hanno..) e per il catering per 75 persone non abbiamo trovato di meglio che la sciura della capanna di fronte, già da ieri in giro per il villaggio a cercare polli. Speriamo bene.. In ogni caso, la presenza di sua alta eccellenza il prefetto è confermata, quindi si comincerà con le canoniche due ore di ritardo, che passeremo a cuocere sotto un tetto di lamiera.. Vi racconterò di questo grande evento mondano presto, per ora un saluto.
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che tristezza...cerca di fare il meglio che puoi,se è possibile.
ReplyDeleteun abbraccio forte
marta
colo! che bello sentirti! io sono partenza per palermo. ci starò fino al 19, lavoro e vacanza. non vedo l'ora, non ne posso piùissimo dell'ufficio!
ReplyDeleteci vediamo prestissimissimo,
baci
marina
Palermo, alla fine non sei poi cosi' lontana, ti starai già facendo i primi bagni.. Un abbraccio a tutte e due, ci vedremo presto ormai!
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