Saturday, October 9, 2010

Comincia la scuola! Più o meno...

Ciao a tutti,

Vi avevo lasciato, ormai due settimane fa, alla vigilia della grande cerimonia di consegna degli attestati di formazione agli insegnanti, uno degli ultimi atti (nei nostri utopici sogni..) prima del gran rientro a scuola d’ottobre. Ottobre è arrivato e, formalmente, le scuole sono aperte, ma purtroppo vari ostacoli si frappongono ancora ad un effettivo svolgimento delle lezioni. Del resto, la scuola è un disastro già in Italia, figuriamoci quaggiù…

Comunque, provo a riprendere con un po’ d’ordine. Lo stage di formazione è finito e la consegna dei diplomi è stata una gran cerimonia in pompa magna, che ha riempito d’orgoglio i nostri maestri comunitari, finalmente passati da livello O (gente volenterosa che dimostra di sapere leggere e scrivere, guadagnandosi così il grado di maestro) a livello 1 (lo stage di due mesi gli ha spiegato, a grandi linee, chi è e a cosa serve il maestro). Alla consegna dei diplomi, immancabili, le autorità politiche, a blaterare su quanto la riuscita dello stage dimostri che il governo si interessi dell’educazione (superfluo aggiungere che fosse stato per il ministero non ci sarebbe stata alcuna formazione, l’unica cosa che hanno fatto le autorità è stata succhiarci quanti più soldi possibili..) e oramai il Ciad è inarrestabilmente lanciato sulla Via per il Progresso. Il sottoprefetto, momentaneamente assurto a ruolo di prefetto causa promozione di quest’ultimo, è riuscito a rendere il tutto ancor più grottesco del solito: prima ancora di ringraziare maestri e formatori per il loro impegno, ci ha tenuto ad informarci che presto sua Eccellenza il Presidente degnerà Goré di una visita ufficiale (le elezioni – farsa si avvicinano, bisogna farsi un po’ vedere tra i bifolchi..), mentre sua Eccellenza il Prefetto è stato promosso ad alti incarichi governativi; tutto questo non può che gonfiare d’orgoglio la cittadinanza di Goré e qual modo migliore di celebrarlo che cantando tutti insieme l’inno nazionale ciadiano? Così, tutti in piedi a intonare l’inno, col sottoprefetto gran direttore d’orchestra… Ogni commento è superfluo.

Terminato questo strazio il clima è diventato un po’ meno formale: i nuovi maestri
mostravano orgogliosi i loro diplomi, mentre, sfruttando la grande partecipazione all’evento, abbiamo subito colto la palla al balzo per lanciare la nostra campagna di sensibilizzazione, incentrata, in particolare, sull’istruzione delle ragazze. Per due settimane le nostre animatrici hanno organizzato eventi e assemblee, con donne “di successo” della zona (la sottoprefetta, maestre, infermiere..) a spiegare quanto sia importante che le ragazze vadano a scuola, piuttosto che cominciare a sfornar figli a 12 anni o occuparsi solo di piccole coltivazioni e commerci. La partecipazione è stato consistente, speriamo che, oltre a chiacchiere e balletti, il messaggio sia passato. Nelle nostre utopiche previsioni, la chiusura di questa campagna, coincidente con le celebrazioni per la giornata mondiale del maestro (altra gran cerimonia con autorità e discorsi), avrebbe dovuto lanciare il nuovo anno scolastico nel migliore dei modi. In realtà, vari ostacoli impediscono ogni anno che la scuola inizi effettivamente ad ottobre: in primo luogo, è periodo di raccolta delle arachidi ed in pochi possono privarsi della preziosa (e gratuita..) manodopera infantile prima della fine di questo periodo. In secondo luogo, per ricostruire gli hangar delle scuole occorre che gli acquitrini generati dalle esondazioni di agosto e settembre si ritirino, per poter raccogliere la paglia e preparare tetti e muri. Quest’anno la stagione è stata particolarmente piovosa e le acque tardano a ritirarsi (pare che buona parte dei raccolti di riso e mais siano in forte pericolo per questo), quindi niente hangar e lezione sotto gli alberi: se già gli hangar, in quest’orribile mese che alterna giornate afose a tempeste bibliche, non invogliano a frequentare, figuriamoci le lezioni all’ombra del mango…

Dovendo mostrare ad un’ispezione dell’Unione Europea (che contribuisce al finanziamento del progetto), le scuole del progetto ed il loro impeccabile funzionamento, abbiamo pensato fosse saggio mostrare quelle in muratura, per evitare il triste spettacolo di questi bimbi accalcati nella foresta. Così, abbiamo scelto una scuola e chiesto ai nostri animatori di occuparsi, coi comitati genitori, di tagliare le erbacce e renderla presentabile. La richiesta è stata respinta, perché quella che chiamavamo “erbaccia” in realtà è mais: gli astuti contadini del villaggio hanno seminato il cortile della scuola e fino al raccolto gli studenti dovranno farsi strada tra le piante attraverso un impervio sentierino. Peraltro, mai visto piante di mais tanto alte, saranno di almeno due metri… Conduciamo, così, la nostra missione in un’altra scuola, il cui giardino è stato impeccabilmente preparato all’inglese dai genitori, su supervisione della nostra équipe di animatori. Peccato che, aperte le porte, gli edifici siano stati colonizzati da branchi di pipistrelli, pigramente appollaiati sul soffitto… del resto, quando abbiamo detto di preparare la scuola abbiamo parlato del giardino, ai nostri ineffabili animatori non è venuto in mente che forse sarebbe stato meglio dare un’occhiata dentro, cacciare i pipistrelli e raccogliere le loro abbondanti cacate… C’è di buono che erano veramente tanti e carini, i nostri ispettori dell’Unione Europea, anziché cazziarci, si sono messi a fare foto, incuriositi.

Poi, dopo varie indagini, scopriamo finalmente come procuraci i “secko” (delle strisce di paglia intessuta che si usano per costruire gli hangar) per rendere operative le scuole più sgangherate: basta ordinarle alla frontiera col Centrafrica, li sono bravi e veloci. Così, andiamo, negoziamo, ci accordiamo e il sabato torneremo a prendere centinaia di secko per tutte le scuole del circondario. Speranzosi, partiamo, seguiti da un mastodontico camion dell’UNHCR (presentatosi strombazzante alle 6 del mattino, nonostante avessi ben specificato che non saremmo partiti prima delle 8…), verso la frontiera, distante circa 20 km, ma di secko neanche l’ombra. Dopo aver cercato, invano, il nostro fornitore di fiducia, ci spiegano che loro intendevano il sabato successivo, per il momento c’è troppa acqua per trovare la paglia e poi la gente è presa dalle arachidi e non ha tempo di intrecciare i secko. Il caldo afoso già di prima mattina mi ha tolto pure la forza di arrabbiarmi, son rientrato, sconsolato, a spiegare ai genitori che dovranno aspettare e per il momento i bimbi continueranno a studiare sotto i manghi.

C’è di buono che quella che sembrava la grana più grande, i contratti al ribasso per i maestri dei campi dopo il disimpegno economico di UNHCR, è stata risolta con sconcertante semplicità. Uno degli ultimi, freschi pomeriggi di settembre ci si è riuniti tutti assieme nel nostro giardino, responsabili dello stato, comitati dei genitori e sindacato insegnanti, per decider il da farsi. I comitati genitori hanno preparato, durante l’estate, il budget per il prossimo anno, spiegando timidamente che loro hanno fatto un grande sforzo, quadruplicando le tasse d’iscrizione a loro carico (quando per legge l’istruzione primaria sarebbe gratuita…), ma bisognerà comunque tagliare sia l’organico, sia i salari degli insegnanti. Momenti di silenzio, richiesta di chiarimenti più precisi e, alla spiegazione delle difficoltà, il rappresentante del sindacato insegnanti propone di ridurre ulteriormente sia il numero degli insegnanti, sia la loro retribuzione, difesa, invece, dai comitati genitori, preoccupati per il peggioramento della qualità dell’insegnamento. Io e la capa ci guardiamo perplessi: o non hanno spiegato bene, al sindacalista, qual è il suo ruolo, oppure, in Ciad, i rappresentanti dei lavoratori hanno compiti leggermente diversi dai nostri…

In definitiva, appena le acque si ritireranno e le arachidi termineranno, la nuova scuola riformata potrà finalmente partire a regime: strutture pessime, meno insegnanti meno pagati, classi più affollate e tasse d’iscrizione più elevate. Ma sto parlando del Ciad o dell’Italia??? Nella speranza che la Gelmini la smetta di ispirarsi all’Africa per le sue riforme scolastiche, o che gli africani si facciano aiutare da gente più competente degli italiani, vi abbraccio e do appuntamento alla prossima puntata!

4 comments:

  1. Ti sento molto vicino :-) ieri e oggi ho girato la provincia a parlare in varie classi italiane(gemellate con le classi ciadiane) e a raccontare proprio quello che tu stai vivendo in prima persona ... sarebbe bello parlare con te di persona e certe volte avrei proprio bisogno del tuo sano cinismo/bagno di realtà! mi manchi colo! Giulia

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  2. ciao colo!
    guarda cosa dicono su repubblica
    "Città più care al mondo, sorpresa Africa. Luanda prima, Chad e Gabon nella top 10".

    http://viaggi.repubblica.it/articolo/sorpresa-luanda-la-citt-pi-cara-al-mondo/222270?ref=HREC2-10

    ma è vero?
    un abbraccio forte,
    marina

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  3. Caro Nipote, l'Africa ci insegna sempre. Nulla è stato inventato nel mondo occidentale tanto decantato. Tutto è partito è parte ancora da li(pensiamo alla danza, alla musica). Loro hanno inventato grandi cose e noi le abbiamo riprese devastandole(che so faccio un esempio musicale ? Ritmi tribali complicati trasformati in una mazurka??? bah).Quindi non c'è da meraviglilarsi se la Gelmini, peschi idee per la nostra scuola da li, riuscendo a fare (come detto sopra) peggio(e non è facile). E' dura, anzi durissima per te, per voi, ma meno male che ci siete, anche se fra 1 miliardo di difficoltà, qualche piccolo passo in avanti lo fate e questo è bellissimo. Grande Vale. (ps non faccio commenti sul MIlan dopo Madrid anche se qualcuno dice che il vero Milan non lo abbiamo ancora visto. abbiamo una speranza).
    Luca.

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  4. Oh, che bello, dei commenti! X Giulia: ma che gli racconti a sti poveri bambini?? comincio a temere di inquinare pure le future generazioni, con le mie minchiate..
    Mari, purtroppo confermo tutto: N'djamena é una città carissima, perché quasi tutto é importato, perché il mercato che puo' interessare agli occidentali (alberghi, ristorazione, bagasce..) é gonfiato dalla presenza di danarosi e spendaccioni funzionari onu e militari vari e perché la moneta ha il cambio fisso con l'euro, quindi la si paga molto più di quanto valga. Se mangi due costolette d'agnello bevendo una coca in una bettola all'aperto senza luce e acqua ti partono minimo 5 - 6 euri, se vai al ristorante é un salasso!
    Caro zio, purtroppo ho visto il match con il real, e quello col napoli, la juve, per fortuna, me la sono risparmiato. Magari se il buon silvio invita anche i nostri paladini ai bunga bunga si rivitalizzano un po'... E' in arrivo un nuovo post, un abbraccio!

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